Ajahn:
parola thai, sta per “insegnante”; si usa per il monaco anziano del monastero o per i monaci in generale. Deriva dalla parola pali acariya e si può trascrivere anche "achaan" o "acharn".
Bhikkhu:
mendicante, monaco buddhista che vive di elemosina e si attiene alla pratica dei precetti che definiscono una vita di rinuncia e moralità.
Buddha rupa:
immagine del Buddha.
Origine condizionata:
una presentazione concatenata di come la sofferenza sorga in dipendenza dall'ignoranza e dal desiderio e di come cessi con la cessazione di questo ultimo.
Dhamma:
con iniziale minuscola: i fenomeni, visti come parte dell'universo in generale piuttosto che come entità individuali o personali. Con lettera maiuscola: si riferisce all'insegnamento del Buddha così come tramandato dalle scritture, oppure alla Verità Ultima verso cui mira l'insegnamento. (In sanscrito: Dharma).
Kamma:
azione o causa creata o ricreata dalla ripetizione di impulsi, volizioni o da energie naturali. Volgarmente viene spesso usato nel senso di risultato o effetto di un'azione, ma il termine specifico per questo è vipaka. (In sanscrito: karma).
Giorno d'Osservanza:
(in pali: uposatha), giorno sacro o 'sabbath' del plenilunio e novilunio. In questo giorno i buddhisti riconfermano la loro pratica del Dhamma, che riguarda i precetti e la meditazione.
Tipitaka:
(letter. "I Tre Canestri") la raccolta delle scritture buddhiste, classificate sotto tre sezioni: Sutta (Discorsi) , Vinaya (Disciplina) e Abhidhamma (Metafisica).











