Dhammacakkappavattana Sutta

4 agosto 2009

Nel web si possono reperire versioni, in varie lingue, per tutti i palati.

Cercavo qualcosa che fosse sufficientemente letterale, che salvaguardasse il classico stile reiterativo ma che al tempo stesso lo stemperasse un tantino rendendone piu’ immediata la fruizione e che, infine, non usasse troppi arcaismi.

Ne e’ venuto fuori un risultato, in parte mio, in parte mediato da altre traduzioni.

Mi sono servito della nota “Dhammacakkappavattana Sutta: Setting Rolling the Wheel of Truth” (SN 56.11), translated from the Pali by Ñanamoli Thera. Copyright © 1981 Buddhist Publication Society-Kandy / Access to Insight, 2009 (perdonate ma non conosco il pali…).

Buona lettura.

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Dhammacakkappavattana Sutta
Samyutta Nikaya (SN 56.11)

Così io udii. Una volta il Beato soggiornava  a Isipatana, presso Varanasi, nel Parco delle Gazzelle. Li’ si rivolse al gruppo dei cinque asceti.
“O monaci, questi due estremi devono essere evitati da chi si e’ posto alla ricerca. Quali sono questi due estremi? L’attaccamento ai piaceri dei sensi, cosa bassa, volgare, ignobile e che non conduce a nulla di positivo e la devozione alla automortificazione, dolorosa, ignobile e che non conduce, al pari, a nulla di positivo.
La “Via di Mezzo” scoperta dal Perfetto evita questi due estremi; o monaci, questa via conduce alla chiara visione, Leggi il resto di questo articolo »

I Buddha solitari

19 luglio 2009

Nell’incontro di ieri a Santacittarama, Ajahn Chandapalo accennava ai Pratyekabuddha/Paccekabuddha, i Buddha solitari.

Ho associato (indebitamente?) le sue parole ad un brano di Hermann Hesse, ve lo giro.

Einen Stein kann ich lieben, und auch einen Baum oder ein Stück Rinde.
Das sind Dinge, und Dinge kann man lieben. Worte aber kann ich nicht
lieben. Darum sind Lehren nichts für mich, sie haben keine Härte,
keine Weiche,
keine Farben, kein Kanten, keinen Geruch, keinen Geschmack,
sie haben nichts als Worte.
Vielleicht ist es dies, was dich hindert, den Frieden zu finden,
vielleicht sind es die vielen Worte.
Denn auch Erlösung und Tugend, auch Sansara und Nirwana sind bloße Worte.
Es gibt kein Ding, das Nirwana wäre; es gibt nur das Wort Nirwana.

(Hermann Hesse, Siddhartha)

Posso amare una pietra e anche un albero o un pezzo di corteccia. Leggi il resto di questo articolo »

Kalama sutta

15 luglio 2009

Per gli amici di percorso ho riesumato il Kalama sutta;
il sutra e’ ben noto ma spero ugualmente
di fare cosa gradita nel pubblicarlo.

Per la versione italiana mi sono servito della traduzione di Maria Angela Fala’ che ho modificato impercettibilmente per esigenze correlate al contesto.

Ho preferito pubblicare anche la versione inglese perche’ ritengo che, per le peculiarita’ linguistiche, renda il sutra in forma incredibilmente chiara, tale versione risulta, inoltre, piu’ letterale.
Non ultimo perche’ potrebbero esserci ulteriori potenziali fruitori.

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The Kalamas who were inhabitants of Kesaputta sitting on one side said to the Blessed One: “There are some monks and brahmins, venerable sir, who visit Kesaputta. They expound and explain only their own doctrines; the doctrines of others they despise, revile, and pull to pieces. Some other monks and brahmins too, venerable sir, come to Kesaputta. They also expound and explain only their own doctrines; the doctrines of others they despise, revile, and pull to pieces. Venerable Leggi il resto di questo articolo »

Bubber

20 giugno 2009

Nel tentativo di un’ improponibile sistemazione di vecchie carte che prima o poi finiranno col sommergermi, ho scovato un frammento trascritto molti anni addietro e del quale, francamente, non ricordo la provenienza; si tratta di un frammento di testo non propriamente ortodosso, decisamente lontano dal canone pali; ve lo giro senza ulteriori commenti.

I had a big dog named Bubber who was one of my most important teachers.
He used to sit out on our deck up in the mountains and just look. It was difficult for me to imagine what he was looking at all the time, so one day I just went out and sat beside him and for a long time experienced just sitting and just looking. One sees so much when one just sits and looks.
Bubber has since died but his great wisdom in having taught me to sit and look lives on.

(Traduzione: Avevo un grosso cane di nome Bubber.
Bubber fu uno dei miei piu’ grandi mestri.
Bubber era solito star seduto fuori sotto il loggiato, su’ in montagna, e rimanere li’ semplicemente ad osservare.
Era difficile per me immaginare cosa stesse ad osservare tutto il tempo. Cosi’, un bel giorno, decisi semplicemente di andare fuori e sedermi accanto a lui e, a lungo, sperimentai lo “star seduti” e “l’osservare”. Si vede cosi’ tanto quando, semplicemente, si siede e si osserva.
Bubber e’ morto da tempo ma la sua grande saggezza nell’avermi insegnato a sedere e osservare continua a vivere.)

Angelo Consentino del Team di Buddhadharma